15 settembre 2022
Il cliente russo
Una volta una società di ingegneria straniera mi ha convocato presso un loro cantiere per un progetto residenziale VIP.
In realtà si trattava di due progetti: uno già avviato e uno in attesa della fine del processo burocratico di approvazione, il cui inizio era previsto per qualche mese dopo.
In entrambi i casi, avrei dovuto redigere la pianificazione principale (WBS e relative correlazioni) e poi agire come "braccio destro" del Direttore Generale, occupandomi anche delle procedure di Project Management e della "qualità".
Il primo dei due progetti aveva già visto il fallimento della ditta incaricata dei lavori strutturali e da ciò che ho capito era prossima la selezione delle ditte che avrebbero svolto le altre parti del progetto.
Entrambi i progetti erano piuttosto complessi per caratteristiche e situazione generale.
Il primo progetto comportava la demolizione parziale di un edificio storico tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici, già avvenuta, il "riempimento" dell'involucro con nuove pareti e pavimenti, che era in corso, a cui sarebbero seguite installazione di impianti, decorazioni, tetti, pavimenti e mobili e così via.
Il secondo progetto riguardava un edificio di pregio in una prestigiosa località turistica balneare, ancora sottoposto a vari vincoli ambientali e legali, essendovisi perpetrato un omicidio una ventina d'anni prima.
Per entrambi si sarebbe trattato di "seguire" tutto, fino all'evento di battesimo finale.
A spanne si sarebbe trattato di circa 3 anni e mezzo di lavoro, in totale.
Fui contattato tramite "passaparola"; il mio nome risultò in una sorta di "lista ristretta": avevano referenze, dettagli, esperienze pregresse e così via, e valutarono anche chi mi aveva spinto lì.
Ovviamente hanno verificarono il mio interesse per quel progetto.
Pur non avendo ancora ricevuto informazioni trasparenti su chi fosse il "proprietario" ho confermato il mio interesse e grazie al passaparola ho ottenuto a un po' di informazioni.
Questo mi ha permesso di costruirmi un'idea approssimativa di chi potesse essere il vero proprietario di entrambi gli edifici: per valore e altro, chi avrebbe potuto permettersi un simile investimento non è in una lista molto affollata di persone.
La proprietà di certe cose è spesso riservata, questo è chiaro: la sicurezza, gli aspetti finanziari e altri aspetti della vita dei VIP sono importanti.
È emerso che la società di ingegneria è registrata nel Paese "A" (anche il vero proprietario è un cittadino del Paese "A").
Essa era registrata anche nei Paesi "B" e "C", che sono paradisi fiscali: e anche questo è perfettamente comprensibile...
Entrambi i progetti sono nel Paese "D", ma la società di ingegneria non è registrata nel Paese "D".
Allora ero fiscalmente residente nel Paese "D".
Il mio primo incontro con il Direttore Generale è stato in cantiere.
Lui è del Paese "E" ed è piuttosto deluso per non conoscere le procedure finanziarie e legali del Paese "D" e le peculiari abitudini locali...
Questo direttore ha subito espressa la sua perplessità in merito alla mia mancanza di specifiche competenze in edilizia: ho semplicemente confutato il suo "punto di vista" sottolineando che alla produzione del conglomerato cementizio avrebbe provveduto un apposito fornitore, mentre quantità minori sarebbero state prodotte sul posto dalle maestranze, che manovali avrebbero trasportato "in sito" i laterizi e che il mio compito non sarebbe stato di occuparmi di ciò, ma del coordinamento generale, etc etc.
In un secondo incontro mi è stata quindi commissionata una pianificazione "campione", una sorta di test/esame, che ho eseguito in un fine settimana: la pianificazione di 1 locale di medie dimensioni, un vano scale e il vano dell'ascensore.
In gergo, si trattava di redarre i consueti documenti di progetto, eseguire la WBS e il diagramma di Gannt, completo di assegnazione delle risorse.
Dal grezzo alla messa in servizio, compresi arredi e impianti.
Poi è emerso che i macchinari utilizzati nel progetto erano sotto sequestro giudiziario a causa del fallimento del precedente appaltatore generale e che essi venivano "sportivamente" comunque utilizzati, senza che fosse mai stato ottenuto uno specifico accordo con il curatore giudiziario.
Questo comportava gravi rischi legali per la mancanza di autorizzazione e per le possibili conseguenze di guasti e incidenti, che in un cantiere edile non sono affatto una rarità.
Poi è emerso che il Direttore Generale preferiva che tutti i membri del Team fossero freelance, ma allo stesso costo dei dipendenti, il che significava che i freelance avrebbero donato al progetto circa il 50% del loro compenso.
Allora ho salutato tutti e ho preso il treno per tornare indietro.
Gli appaltatori sono presto caduti nella trappola...
Cosa è preferibile, lavorare per un nome che non è mai stato rivelato e perdere tempo e denaro, oppure cercare un altro progetto?
Per farla breve, dopo 2 anni e 2 Direttori Generali il progetto non era andato molto avanti da allora.
Oh, è successo anche che che il vero proprietario fosse russo e sotto sanzioni.
Felicità.